Perché una Nuova politica regionale (NPR)?

I grandi e continui cambiamenti a livello internazionale e nazionale, influenzati anche e sicuramente dal processo della globalizzazione, creano delle nuove sfide alle quali le regioni periferiche, ma non solo, sono confrontate. Un primo riorientamento della politica regionale era stato fatto nel 1998. A causa di motivi sia di natura concettuale (insorgere di nuove sfide per le regioni, esigenza di coordinamento con la Nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra la CH ed i cantoni - NPC) sia di natura formale (mancanza di trasparenza degli strumenti di politica regionale ancorati a diverse basi legali) il Consiglio federale considera opportuno definire un ulteriore orientamento della politica regionale. Un ripensamento della politica regionale è ritenuto inoltre fondamentale perché alcuni programmi sono in fase conclusiva, non ricevono più mezzi finanziari o devono essere riconsiderati sulla base di corrispondenti proposte politiche.

Nel 2003 il Seco ha incaricato una commissione d'esperti indipendente di sviluppare obiettivi, strategie e presupposti istituzionali per una politica regionale svizzera in grado di affrontare le sfide future. Il mandato non comprendeva l'elaborazione di passi concreti relativi alla successiva fase di attuazione. Dal rapporto del 6 febbraio 2003 "Nuova politica regionale", scaturisce essenzialmente come gli strumenti attualmente in uso non siano più in grado di affrontare i problemi attuali e futuri ai quali siamo e saremo confrontati (crescenti disparità regionali, debole crescita economica, nuovi parametri territoriali). Secondo gli esperti altri cambiamenti in atto (Nuova Perequazione Finanziaria (NPC), politica federale per l'approvvigionamento di base, politica degli agglomerati, varie politiche settoriali) contribuiscono inoltre a sollevare la politica regionale da alcuni compiti e, di conseguenza, le permettono di concentrarsi su altri. La NPR deve valorizzare gli impulsi provenienti dai grossi centri (considerati i motori di sviluppo per tutta la Svizzera), mentre le regioni periferiche, caratterizzate da un forte dinamismo, devono assorbire questi impulsi, creare valore aggiunto proprio e orientarsi verso spazi economici più grandi. Essenziale è inoltre puntare verso l'innovazione e lo spirito imprenditoriale, rispettando il principio dello sviluppo sostenibile. In base a tali proposte il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'economia (DFE) di elaborare un progetto di legge da porre in consultazione e ha incluso la pratica nel programma di legislatura 2003-2007. In merito vi è stata la presa di posizione cantonale supportata da quella delle regioni di montagna ticinesi. Qui di seguito sono riassunti i contenuti del progetto presentato dal Seco e posto in consultazione. 

Per visionare il rapporto degli esperti per una Nuova politica regionale cliccare QUI    (versione completa tedesco)

Per visione il riassunto del rapporto in italiano cliccare QUI

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Scopo della NPR posta in consultazione

La NPR mira a incrementare la competitività in determinate zone e al contempo a contribuire al mantenimento di posti di lavoro e allo sviluppo equilibrato dei Cantoni e delle regioni. Con la NPR devono essere rafforzati la produttività e il valore aggiunto di imprese e istituzioni. I potenziali di sviluppo regionale devono poter essere identificati, consolidati e valorizzati. La NPR fissa nella triade "imprenditoria – capacità d'innovazione - sistema a valore aggiunto" lo scopo da raggiungere per una piazza economica più concorrenziale. Strutture economiche competitive ed imprenditori innovativi formano i capisaldi dello sviluppo regionale e creano le basi economiche per raggiungere anche obiettivi ecologici e sociali.

Imprenditoria: lo spirito e le attività imprenditoriali individuali per progetti economici, sociali o ecologici che costituiscono la fonte dello sviluppo economico di una regione;

capacità d'innovazione: capacità di alcuni individui di generare nuove idee nelle regioni o di adottare quelle di altri, di realizzarle - creando, in particolare, nuovi prodotti, servizi e processi - e di perseguire lo sviluppo di ciò che è già in atto. La relazione con i cambiamenti economici e la crescita economica sostenibile dipende dalla capacità d'innovarsi di una regione;

sistemi a valore aggiunto: affinché una prestazione imprenditoriale possa svilupparsi e si possano realizzare innovazioni commerciabili, essa necessita di un ambiente con un’offerta diversificata di know-how, servizi d'accompagnamento, infrastrutture nonché di un mercato adatto. Questi presupposti sono considerati prioritari nei sistemi a valore aggiunto e nei cluster (concentrazione geografica di specifiche funzioni rilevanti per processi decisionali di imprese e istituzioni). È decisivo che nei cluster le imprese si spronino mutuamente, così da influire in modo positivo sulla dinamica innovativa e sulla competitività;

competitività: lo spirito e l'attività imprenditoriali, la capacità innovativa, e i sistemi a valore aggiunto contribuiscono insieme ad una migliore affermazione delle regioni nel contesto della concorrenza globale. Il rafforzamento della competitività delle regioni è uno dei presupposti per il benessere economico e facilita la creazione di plusvalore sociale ed ecologico.

In attesa dell'adozione della nuova normativa si continuerà ad operare secondo i criteri e principi attuali. Durante questo periodo dovranno essere promossi dei progetti pilota sulla base dei quali si dovranno delineare le linee guida della nuova base legale. Secondo il progetto posto in consultazione la Confederazione si "ritira" (non ci saranno più le quote cantonali) e lascia decidere ai singoli Cantoni quale strategia sia meglio adottare. Con l'abolizione della legge LIM attualmente in vigore verrebbe a cadere, di conseguenza, anche la suddivisione della Svizzera in regioni LIM, ciò che consente in pratica ad ogni comune di diventare eleggibile a ricevere gli aiuti.

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I problemi con la NPR posta in consultazione

Il progetto di legge proposto si basa su determinate premesse che non sono tuttavia così scontate; in particolare per quel che concerne la Nuova Perequazione Finanziaria. Anche la Deputazione Ticinese alle camere federali si dice molto scettica riguardo alla concretizzazione di questa legge. Solo a livello cantonale, dal 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la legge sulla perequazione finanziaria intercomunale, che non si è rivelata così efficiente come sperato dagli operatori della LIM. Infatti si è ancora dovuti intervenire a più riprese per aiutare progetti che avrebbero dovuto essere assorbiti dalla nuova legge. Un'altra assunzione riguarda la politica federale per l'approvvigionamento di base. Anche quest'ultima sembra ben lungi dal concretizzarsi. Le prospettive presentate non sembrano confortanti e lasciano molti interrogativi aperti.

 

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I risultati della consultazione

I pareri che emergono dalla consultazione sul progetto di legge per la Nuova politica regionale sono molto contrastanti. Se vi è quasi totale unanimità sulla necessità di riformare le misure esistenti, le opinioni divergono notevolmente riguardo all’obiettivo della legge, ai mezzi finanziari, alle misure e all'attuazione concreta della NPR. Molto diversi fra loro sono soprattutto i pareri dei Cantoni che nell'ambito della futura politica regionale assumeranno un ruolo chiave sia per lo sviluppo regionale sia per l’applicazione delle misure decise dalla Confederazione. Per questo motivo un gruppo di lavoro misto (rappresentanti del Dipartimento federale dell'economia con alcuni Direttori cantonali dell'economia pubblica) è stato incaricato di rielaborare il progetto entro giugno 2005. Il gruppo era guidato congiuntamente dal presidente della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica nonché dal presidente del Consiglio di Stato sangallese e dal direttore del SECO. Per il suo lavoro il gruppo si è avvalso dei risultati delle valutazioni alle quali sono state sottoposte la LIM e il Decreto Bonny. In base al rapporto del Gruppo di lavoro, il Consiglio federale deciderà sul seguito da dare al progetto.

Per visionare il rapporto dei risultati della procedura di consultazione cliccare QUI

Per visionare la valutazione della LIM:

cliccare QUI per il rapporto finale completo (tedesco) 

cliccare QUI per il riassunto (francese) 

cliccare QUI per il Fact Sheet (italiano) 

Per visionare la valutazione del Decreto Bonny:

cliccare QUI per rapporto finale completo (tedesco) 

cliccare QUI per il riassunto (francese) 

cliccare QUI per il Fact Sheet (francese) 

Per visionare il rapporto del gruppo di lavoro (SECO) cliccare QUI (francese)

Al contempo un gruppo di lavoro composto da Segretari animatori regionali della Suisse romande ha elaborato un rapporto contenente delle proposte per una Nuova politica regionale all'indirizzo del SECO.

Per visionare il rapporto del gruppo di lavoro (Segretari regionali )cliccare QUI (francese)

 

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Il messaggio approvato dal Consiglio federale 

Il 16.11.2005 il Consiglio federale ha approvato il messaggio relativo alla nuova legge federale sulla politica regionale, che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2008. 

Per visionare il messaggio cliccare QUI (italiano)

Per visionare il disegno di legge cliccare QUI

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I progetti Pilota

Progetti Pilota per la Nuova Politica Regionale presentati dalla Regione Tre Valli:

La Fondazione Alpina di Scienze della Vita (Alpine Foundation for Life Science) ad Olivone

Filiera Logistica Bosco-Legno al Sud delle Alpi

Progetto Sasso San Gottardo - "Sasso da Pigna"

 

La Fondazione Alpina di Scienze della Vita (Alpine Foundation for Life Science) ad Olivone

Nell'ambito della NPR è risultata la prima iniziativa ad essere accolta entro i termini previsti di fine anno (2003) da parte dell'autorità federale. Il progetto riqualifica e valorizza il territorio della Regione Tre Valli attraverso la creazione, il potenziamento e la diversificazione di una scuola altamente qualificata e certificata quale ente svizzero per la formazione continua (certificato EDUQUA). Oltre a costituire un'innovazione, l'iniziativa rappresenta un vero e proprio modello di sviluppo territoriale per le regioni periferiche, contribuendo a creare e mantenere posti di lavoro di qualità e cercando di contrastare lo spopolamento e la fuga di cervelli (brain drain) da queste zone. Attualmente le basi legali per la SASV vengono garantite dalla Società Cooperativa per le piante officinali ed i fitoprodotti ticinesi COFIT, che ha pure permesso l'organizzazione di corsi preliminari attestando così la domanda ed il target dei possibili interessati. Tuttavia, considerati gli sviluppi e la futura dimensione della SASV, occorrerà che la stessa sia gestita da una Fondazione alla quale dovranno aderire i rappresentanti dei futuri cantoni fondatori Ticino, Vallese e Grigioni ed in seguito altri interessati. Alla SASV verranno offerti corsi di formazione teorico-pratici attraverso i quali gli studenti apprenderanno i processi vitali che vedono le diverse vie di trasformazione dell'energia da parte degli organismi viventi. Ogni corso si baserà su di un approccio didattico-pedagogico adeguato alla formazione dei partecipanti. L'offerta formativa potrà essere ulteriormente differenziata in funzione delle esigenze dei partecipanti e per rispondere a nuove richieste. Gli obiettivi sono quelli di garantire una corretta e completa formazione continua quale complemento all'insegnamento scolastico ufficiale nell'ambito delle scienze della vita, coinvolgendo tutte le fasce d'età. Olivone sarà il punto centrale di coordinamento per tutta la scuola, che si estenderà tuttavia su tutto il territorio cantonale, con collaborazioni anche intercantonali. Attraverso un insegnamento omogeneo a livello di contenuto e praticabile nelle rispettive lingue, l'iniziativa si prefigge di permettere che il Diploma Cantonale per Operatore in tecniche erboristiche possa interessare altri Cantoni e diventare un diploma riconosciuto a livello federale. Nella seconda fase si prevede pure la creazione di un Master sulla base della convenzione di Bologna. Il progetto per la creazione, il potenziamento e la diversificazione della SASV contribuisce alla riqualifica del territorio alpino con la presenza sullo stesso di una forma d'attività altamente qualificata che rappresenta una premessa indispensabile per una crescita economica, formando e mantenendo nel Cantone Ticino e negli altri cantoni alpini svizzeri del personale altamente qualificato ed operativo nelle regioni di montagna stesse. 

Link diretto al sito:http://www.fasv.ch

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Filiera Logistica Bosco-Legno al Sud delle Alpi

Inoltrata dalla Federlegno Ticino, l'iniziativa per la creazione di una filiera logistica bosco-legno al Sud delle Alpi mira ad incrementare e migliorare la produzione legnosa al fine di combattere le condizioni attuali di sotto-sfruttamento e di invecchiamento delle foreste. Inoltre contribuisce a promuovere la lavorazione e lo smercio del legname nella regione e regolarne vantaggiosamente l'esportazione, assumendo pertanto una dimensione che supera i nostri confini. Rientra infine nel concetto di una gestione sostenibile del territorio. Il bosco, oltre che ad essere un mondo ricco di contenuti naturali di grande pregio e a ricoprire funzioni protettive, benefiche e sociali (quali aree di svago) sempre più diffusamente riconosciute ed apprezzate, fornisce una materia prima largamente utilizzata, qual è il legno. Si tratta di una notevole ricchezza da preservare con cura, onde evitare e correggere fenomeni di crescita e di deperimento infelici e dannosi. Si tratta anche di una risorsa indigena relativamente poco sfruttata che merita d'essere maggiormente tutelata e valorizzata. Il progetto si prefigge di organizzare la filiera bosco-legno al Sud delle Alpi, attualmente piuttosto frammentata e con problemi di competitività, al fine di combattere un invecchiamento del territorio e la povertà dal profilo della biodiversità, per migliorare la stabilità dei boschi e la qualità del legname e, più in generale, per rilanciare l'intero settore. Si tratta di creare una struttura logistica di approvvigionamento del legname tondo operante a livello regionale (Sud delle Alpi) che funga da interfaccia e punto di riferimento. Grazie ad un'organizzazione della filiera è possibile la valorizzazione e la commercializzazione dei vari assortimenti: il legno prodotto viene infatti ripreso ed identificato per un impiego idoneo in modo da creare un sistema ad alto valore aggiunto grazie anche alla certificazione della qualità dei prodotti. La ricerca di sbocchi nuovi e specifici per lo smercio del legname costituisce infatti uno dei fattori determinanti per la valorizzazione di questa risorsa. Lo scopo è quindi quello di creare non solo una piattaforma comune ma una vera e propria forza trainante che permetterebbe di accrescere la competitività delle piccole e medie imprese presenti nella regione. Questo costituirebbe un passo innovativo anche poiché introduce un nuovo modo di pensare: invece di operare secondo il principio della concorrenza, l'attenzione viene messa sulla cooperazione per raggiungere un obiettivo comune. In conclusione l’iniziativa contribuisce ad incrementare l'imprenditoria, i processi d'innovazione e i sistemi a valore aggiunto nella regione tenendo conto dei cambiamenti che si sono verificati nell'economia forestale, delle nuove sfide da affrontare e della lenta crescita dell'ecosistema bosco. Grazie alla produzione di legname il bosco può essere curato e mantenuto, favorendo così le diverse funzioni espletate dal bosco: svago, protezione pericoli naturali, tutela ambiente.

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Progetto Sasso San Gottardo - "Sasso da Pigna"

Il progetto prevede la trasformazione dell'ex forte d'artiglieria "Sasso da Pigna" ubicato sul Passo del San Gottardo, in un parco a tema e di ricerca. Un luogo eccezionale per presentare in modo futuristico e sperimentale i temi centrali che fanno capo da sempre al nome San Gottardo. Il San Gottardo rimane infatti una zona unica in Svizzera e in Europa. La  fortificazione "Sasso da Pigna" è la più grande del suo genere. Realizzata durante la seconda guerra mondiale, è stata chiusa nel 1999 e attualmente non adempie più nessun scopo militare. Uno studio ordinato dal DDPS (Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport) in vista di una rivalutazione di questa fortificazione prevede un suo nuovo utilizzo nell'ambito dei beni culturali esistenti nella regione San Gottardo (paesaggio, Museo Nazionale San Gottardo, Ospizio San Gottardo, Forte Airolo, La Claustra). Le singole parti della fortificazione saranno rese accessibili da un trenino pneumatico ultramoderno e da un ascensore obliquo. Il "Wasserschloss" Gottardo, un impianto termale sotterraneo di oltre 500m2, rappresenterà la maggior attrazione. Al visitatore saranno inoltre offerte delle esposizioni tematiche autonome che gli permetteranno di avvicinarsi in modo moderno ai temi relativi all'acqua, all'energia, al traffico, al clima, al tempo atmosferico e alla sicurezza. Il percorso sotterraneo sarà completato da laboratori di ricerca di istituzioni private e universitarie come pure da opere esterne.

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